Presbitero, sacerdote, era vissuto in questo luogo coltivando varie specie di piante. Antro compare anche nel 1265 nel “Saggio di un glossario geografico friulano dal VI al XII secolo” di A. di Prampero, pubblicato a Venezia nel 1882, ed è così chiamato per la vicinanza alla “spelonca”. Così afferma ancora Jacopo Valvasone di Maniago che nel 1565 descrive il paesino il quale ha “… nel vicino monte un antro assai spazioso…”.

In friulano si chiama S. Zuan di Landri e in sloveno Svet Ivan u Čelè.
Per raggiungerlo da Udine, si imbocca la statale n. 54 che porta a Cividale del Friuli e si prosegue per San Pietro al Natisone (Špietar). In località Tiglio (Lipa), si gira a sinistra, si passa Tarcetta (Tarčet) e si arriva ad Antro in Comune di Pulfero.
Dal piccolo piazzale-parcheggio della chiesa di San Silvestro si prosegue a piedi per una stradina, parte in terra battuta, parte coperta da lastre di pietra (foto1). La passeggiata panoramica in dolce saliscendi si snoda tra macchie boscose e dirupi, in un ambiente ideale per un futuro giardino botanico montano. Questo percorso ci porta ai piedi del più importante monumento storico-naturalistico delle Valli del Natisone, famoso per la singolare bellezza del luogo nel quale arte e natura si fondono in un suggestivo intreccio.

La grotta a metri 348 sul livello del mare si apre entro una parete rocciosa, in parte edificata esternamente, alla quale ora si accede lungo una ripida scalinata esterna di ottantasei gradini di pietra addossati al dirupo (foto 2). Anticamente si poteva salire solo per mezzo di corde e scale di legno, che all’occorrenza potevano essere ritirate, rendendo il luogo inaccessibile.

Alla sommità della gradinata esterna la soglia della grotta offre un’ampia veduta sullo strapiombo e sulla sottostante valle percorsa dal fiume. Si entra poi in una specie di atrio, in cui due distinti ingressi conducono all’interno della cavità. Il primo, simile ad una galleria in blocchi di pietra, corre sotto il pavimento della chiesa, alla quale si può accedere salendo alcuni gradini. Il secondo, che è l’imboccatura naturale della grotta, ha alla sua sinistra una terrazza panoramica, in una incavatura della quale si trova un antico forno per cucinare (foto 3). La breve scalinata, ristretta sulla destra da un muretto sul quale si trova una pila per l’acqua santa, porta alla grotta principale (foto 4). Più in alto, da una naturale spaccatura della volta, pende una piccola campana (foto 5). Alla fine della scalinata, sulla parete a sinistra della grotta troviamo dipinta la testa di un Cristo somigliante all’immagine della Sacra Sindone, lavoro eseguito in tempi antichi da un artista forse locale, sconosciuto (foto 6). La parte iniziale di questa grotta è occupata da opere murarie che assieme agli anfratti naturali concorrono a formare una terrazza, una loggetta di probabile origine longobarda, una sacrestia e il presbiterio della cappella. Le linee architettoniche di questo singolare santuario, con pareti e volta costituite da viva roccia, armonizzano con le strutture naturali dell’ampio ingresso. Si ritiene che in antichità la grotta sia

Foto N. 2 - La ripida scalinata che porta alla grotta - Strmo stopnišče, ki vodi k jami - Die steile zur Grotte führende Treppe - Steep flight of stairs that leads to the grotto.

stata sede di un culto pagano delle acque; in assenza di dati archeologici lo dimostrerebbe la consacrazione della cappella a San Giovanni Battista e a San Giovanni Evangelista, che in epoca paleocristiana subentrò alle divinità pagane legate all’acqua.
Nel 1477 si provvide ad una completa ristrutturazione della cappella per opera del maestro Andrea di Lack, mastro costruttore di Škofja Loka. Questi, applicando i canoni del tardo gotico di influenza praghese mediati dalla Slovenia riedificò, nel rispetto dell’impianto originario, il presbiterio dal soffitto a spicchi con sviluppo ottagonale. Probabilmente ampliò il ripiano antistante e costruì il criptoportico che favorisce l’uscita delle acque di piena (foto 7). Due ristrutturazioni successive portarono
all’attuale con-
dizione delle opere murarie. La suggestiva chiesa si presenta come un’ardita costruzione in cui il maestro mostrò tutta la sua